ASSOCIAZIONE DEI POLACCHI IN ITALIA
ZWIĄZEK POLAKÓW WE WŁOSZECH
               
 
 
 
  
  Home                        
Związek Polaków we Włoszech 
Polonia Włoska - Biuletyn Inform.
Placówki polskie we Włoszech
Instytucje polskie we Włoszech
Usługi
 

 

 

  

 

BOLLETTINO D'INFORMAZIONE DEI POLACCHI IN ITALIA

Cartografie

Polacchi in Europa

L’UE a 27 Stati membri conta una superficie complessiva di 4,2 milioni di Kmq sulla quale vivono quasi 500 milioni (mezzo miliardo) di cittadini europei, fra questi circa 38,65 milioni di polacchi (7,7%). I polacchi che abitano, vivono e lavorano oggi fuori dai confini della Polonia, negli altri 26 paesi membri, sono, incrociando varie stime, quasi tre milioni (cartina 1 a pag. seguente).

Pur non essendo tutti i dati comparabili, perché ogni paese usa metodi leggermente diversi di calcolo, interessa qui l’ordine di grandezza, che comprende sia la “vecchia emigrazione” sia i nuovi migranti per ragioni economiche. Circa l’82% dei polacchi residenti fuori dai confini nazionali ma dentro l’UE allargata vive in prevalenza nella vecchia Europa (quella che una volta si chiamava l’UE-15, vedi grafico 1), soprattutto in Germania (circa 900 mila presenze), quindi nel Regno Unito (500-600 mila). Seguono Francia (226 mila), Irlanda (160 mila), Italia (100 mila).
100 = totale UE a 26 ( Polonia esclusa) - per il dettaglio vedi grafico 2

Il restante 18% circa dei polacchi vive invece negli undici nuovi Paesi membri dell’UE (vedi grafico 2), principalmente in Lituania (dove tra le 300 mila presenze stimate vi sono anche polacchi autoctoni, ovvero persone o discendenti di persone rimaste lì in seguito agli spostamenti delle frontiere alla fine della seconda guerra mondiale) e nella Repubblica Ceca (100 mila).

Elaborazione cartografica su stime ufficiali (2005)

La cartina 2 mostra i più recenti flussi dei lavoratori stagionali (donne e giovani in prevalenza, in continuo contatto con la madrepatria) che beneficiano dell’apertura dei mercati del lavoro comunitari.

Dall’ingresso della Polonia nell’UE (1° maggio 2004) sarebbero emigrati verso gli altri Paesi membri da 1,2 a 1,5 milioni di polacchi. Pur trattandosi di stime, si vede bene che nell’ultimo periodo (2005) le mete lavorative predilette dalla manodopera polacca sono, nell’ordine: la Germania (che rimane il polo di attrazione più vicino e più forte), il Regno Unito, l’Irlanda.

100= totale 11 nuovi paesi UE (Polonia esclusa)

I tre milioni circa di polacchi che abitano negli altri 26 paesi membri dell’UE

hanno probabilmente una concezione dell’identità polacca più aperta o comunque meno rigida dei polacchi che non si sono mai mossi di casa o che hanno viaggiato assai poco nello spazio europeo.

Questo aspetto è stato poco indagato, perché finora si è preferito analizzare altri aspetti: come i polacchi (in quanto stranieri) sono (o non sono) stati accolti nelle società di approdo, come si sono (o non sono) in esse inseriti, per quanto tempo prevedono di rimanervi e come eventualmente favorire, da parte delle autorità polacche, il loro rientro in Patria. L’UE essendo un luogo accogliente e i polacchi un popolo duttile, in genere sono stati ben accolti e ben si sono inseriti.

Dal primo maggio del 2004 anche i polacchi non sono più semplici “stranieri” ma “comunitari”, ovvero “europei dell’UE”. Di certo questo aspetto introduce pure nel loro caso una nuova variabile, una inedita dimensione che riguarda la sfera dell’identità europea.

Flussi recenti della manodopera polacca nell’UE-27

Elaborazione cartografica su stime dei vari uffici statistici nazionali (2005, se disponibile)

Si fa un gran parlare oggi in Polonia di identità nazionale.

Nel cercare di immaginare quelli che potrebbero essere i sentimenti identitari dei circa tre milioni di “polacchi d’Europa” (cittadini polacchi che vivono nell’UE-26), il primo elemento da prendere in considerazione è sicuramente il fatto che essi parlano almeno due (talvolta anche tre) lingue. Lingue significa culture, abitudini, cucine, stili di vita. Più un polacco vive e lavora all’estero più, per esempio in Italia, si italianizza. Italianizzandosi certamente non perde i suoi sentimenti di appartenenza alla Polonia – ci mancherebbe!

  Un polacco italianizzandosi certamente non perde i suoi sentimenti di appartenenza alla Polonia  

Epperò questi sentimenti prima o poi si fanno meno difensivi, si arricchiscono di nuove appartenenze: cittadine, regionali, sportive e quant’altro. Inoltre vivendo in Italia l’ipotetico polacco-italiano-europeo guarderà alla madrepatria con occhi maggiormente “comparativi”, quindi (si suppone) maggiormente disincantati. Alla fine il risultato potrebbe essere un radicamento nel territorio e di assimilazione nella società di arrivo in seguito per esempio a matrimonio misto; ma anche, più semplicemente, una concezione della Polonia e della polonità meno assoluta. Una identità non più intesa come fenomeno morale, ma come sperimentazione di diversità.Nell’esempio qui citato, diversità polacco-italiana su matrice europea.

 

Torna...

  
 

 Adres e-mail: fumiast@tiscali.it - 00187 ROMA, Via Piemonte, 117 Tel/Fax +039/064814263 Š Copyright 2005 all right reserved