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La tradizione polonistica in Piemonte

Dipartimento di Scienze del Linguaggio e Letterature Moderne e Comparate

Torino, che nel periodo risorgimentale aveva ricoperto un ruolo di grande rilievo nella politica dell’emigrazione polacca, divenne nel corso dell’Ottocento, grazie soprattutto all’impegno di Attilio Begey, un importante punto di riferimento per quanti si occupavano di questioni polacche, con caratteristiche che la rendevano unica rispetto agli altri centri polonofili attivi in Europa. E, qui sta la peculiarità maggiore, l’interesse per la Polonia si è mantenuto vivo per ben tre generazioni in seno alla stessa famiglia, passando da Attilio Begey alle figlie Maria e Rosina  ed alla nipote Marina Bersano Begey.

Attilio Begey aveva iniziato a manifestare a favore dell’indipendenza polacca giovanissimo, ai tempi dell’insurrezione di gennaio, scrivendo nel 1863, ancora studente, infuocati articoli su “La Libertà” di Varese.

Allo scoppio della prima guerra mondiale, dato il mutato quadro politico, intensificò la sua attività fondando il Comitato Pro Polonia a Torino, inviando sia appelli, sia testi a carattere informativo e di rettifica sulla propaganda tedesca e russa al Parlamento italiano e alla stampa.

Per i suoi meriti nel 1922 Attilio Begey fu nominato dal risorto Stato polacco console onorario a Torino, mentre il Comitato Pro Polonia si trasformò in Circolo di Cultura Italo-Polacco il quale ha rappresentato per lungo tempo il centro più attivo di diffusione della cultura polacca in Italia in quanto, come aveva scritto Roman Pollak, “ha fatto in questo campo più di tutti gli istituti, delle cattedre e delle lezioni universitarie”.

Quando nel 1928 Begey morì, sorse l’idea di fondare a Torino un Istituto di cultura polacca recante il suo nome. Tale progetto trovò  subito sostegno da parte delle autorità polacche, in quanto era evidente che, data la presenza di un gruppo di persone preparate e motivate, Torino era la sede che offriva i presupposti migliori per diffondere la cultura polacca nell’Italia Settentrionale.

La cerimonia d’inaugurazione ebbe luogo il 12 marzo 1930 alla presenza di circa duecento persone; dopo il messaggio di saluto del governo polacco portato da Roman Pollak, Arturo Farinelli tenne una prolusione su L’importanza della letteratura della Polonia in rapporto coll’Italia. Pochi mesi dopo, il 26 settembre, l’Istituto ottenne lo status di ente morale.

L’Università offrì i locali per la biblioteca e le aule per le lezioni, mentre i fondi necessari per il funzionamento dell’Istituto provenivano dalle quote sociali e un aiuto sostanziale fu dato dal Ministero dell’Istruzione polacco, che si impegnò a sostenere l’onere finanziario per il lettorato, a fornire annualmente un contributo per il fondo conferenze e ad arricchire la Biblioteca, come pure dal Ministero degli Esteri polacco tramite l’Ambasciata di Polonia a Roma, che ogni anno stanziava un sussidio per conferenze, concerti e pubblicazioni.

L’alto livello delle lezioni è testimoniato dall’imponente grammatica pubblicata da Zofia Kozarynowa nel 1938, quale primo volume della collana dell’Istituto.

Intensa era anche l’attività di ricerca, numerose le pubblicazioni e le traduzioni effettuate in quegli anni.

“Da nessuna parte in Italia, in Francia, in Inghilterra, in Germania si fa tanto, da nessuna parte il lavoro è così intenso, cosi cordiale, come nella cerchia dei polonofili torinesi” scriveva Pollak nel 1933.

Gli anni 1930-1939 furono quelli di maggiore sviluppo per l’attività dell’Istituto. Nell’arco di nove anni furono organizzate quarantaquattro conferenze, nove concerti, due mostre e furono assegnati quindici premi per i migliori scritti di polonistica e per i migliori studenti di lingua polacca.

Nell’immediato dopoguerra esce, quale secondo volume della collana dell’ Istituto, una bibliografia dei polonica editi in Italia dal 1799 al 1948, a cui Maria e Marina Bersano Begey avevano lavorato prima e durante i difficili anni della guerra.

Date le ridotte possibilità economiche l’attività dell’Istituto rivolta all’esterno fu notevolemnte ridotta.

“Ma le maggiori cure sono oggi per la biblioteca” scriveva nel 1955 Maria Bersano Begey.

Nel 1984 fu riattivato, dopo oltre quarant’anni, il lettorato e ultimamente è stato concesso il letterato di scambio.

In concomitanza con l’ampliamento dell’insegnamento linguistico è frattanto notevolmente cresciuto il numero degli studenti, che dopo aver raggiunto una punta massima di 114 (dovuta soprattutto ai grandi cambiamenti politici verificatisi nell’Europa centro-orientale e alle nuove prospettive di sviluppo dei contatti con la Polonia) si è ora  assestato, nel 2000, su una quarantina. Nel 1987 l’Istituto, su proposta della Professoressa Bersano Begey, fu sciolto come ente morale e la biblioteca donata all’Università di Torino, assumendo la denominazione di Biblioteca di Cultura Polacca “A. Begey”, come parte del Dipartimento di Scienze del Linguaggio e Letterature Moderne e Comparate.

 

Bollettino  "Polonia Włoska" numero 4/2000

 

 

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